
Il
candidato sindaco di Lecco Roberto Castelli pochi giorni fa ha
pubblicato un post
su Don Giorgio De Capitani, accusandolo di aver scritto sul suo sito
falsità nei suoi confronti ( «con
tanto di fotografia»).
A cosa si riferisce il viceministro? Cercando sul sito del prete ho
trovato l'oggetto incriminato: è l'articolo dell'Espresso “
Doppia Poltrona”, copiato pari pari ( con tanto di fotografia)
dal sito ufficiale. L'articolo nel suo sottotitolo accenna a doppi
stipendi ma nel suo interno quando arriva a Castelli lo fa solo solo
per mettere in luce la sua candidatura arrivata casualmente dopo lo
stanziamento dei soldi per la Lecco- Bergamo.
Copiare
e riportare l'articolo di uno dei più importati settimanali
italiani è un atto gravissimo, tanto da far concludere il post
contro Don Giorgio cosi:
«Lo
dico perché credo che diffondere false notizie, prima ancora che un
reato, sia un atto di profonda disonestà. E i lecchesi questo non lo
meritano.
Benedetto XVI pochi giorni fa ha detto che “mentire
non è umano”.
Evidentemente è ancora più disumano se lo fa un
sacerdote».
Per
Castelli mentire è disumano e se lo fa un prete è ancora peggio.
Vorrei
sapere allora a che livello di disumanità si arriva quando a mentire
è un viceministro candidato come sindaco in un comune lombardo e per
giunta lo fa nei
suoi spot elettorali?
Risvegliati Lecco! Risvegliati Italia!