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È l’ora della Pillola Rossa
SOCIETA'
post pubblicato in La Mafia nello Stato...o viceversa?, il 30 luglio 2008

Recupero, da questo sito ,queste tabelle di comparazione dei fatti accaduti a Berlusconi,Mangano e Dell’Utri nei medesimi anni.
Lo ringrazio e non mi prendo nessun merito!
Io ho solo copiato e riportato!

Vi consiglio la lettura!

Vittorio Mangano

(anni '60, fino al 1972)

BS = Silvio Berlusconi VM = Vittorio Mangano MU=Marcello dell'Utri

BS nei grandi cartelloni pubblicitari per la "Coppa dei campioni" Motta - anni '60

Vittorio

MU

BS e vita nazionale

1940, 18 agosto nasce a Palermo

1941, 11 settembre, nasce a Palermo, quartiere Matteotti (elettorato di destra). I genitori sono proprietari di una farmacia; compirà gli studi al Real Collegio Capizzi di Bronte, e al gesuitico "Gonzaga" di Palermo

1937 nasce BS

1957 Uno dei suoi migliori amici d'infanzia e di confidenze, con il quale vive nello stesso rione, è Totò Cancemi (quest'ultimo - poi mafioso pentito - dichiara di averlo conosciuto prima ancora di entrare in Cosa Nostra: v. SISTI-GOMEZ 1997, 53). VM abbandona gli studi al terzo anno di perito industriale.

fonda insieme al gemello Beppe Dell'Utri la società calcistica Bacigalupo all'Arenella (PA) e ne diviene il direttore sportivo. (dichiaraz. MU al giudice Della Lucia)

1964 sposato con Marianna Imbrociano; nasce la primogenita Loredana (Lory)

Comuni studi universitari con BS a Milano, dove si laurea in giurisprudenza alla Statale. Assunto come segretario da BS (TRAVAGLIO 2004) presidente Edilnord,per un anno (SISTI-GOMEZ 1997,23), rimane sempre in contatto con BS (FERRARI 1990)

1965 Di carattere conviviale, amante delle raffinatezze nel vestire, vuole a tutti i costi emergere nella società che conta. Per questo - ricorda Francesco Scrima (cugino di Pippo Calò) - riesce a inserirsi stabilmente nell'onorata società (famiglia di Porta Nuova diretta da Pippo Calò, alla quale in origine apparteneva anche Tommaso Buscetta), su presentazione di uno dei maggiori contrabbandieri di sigarette e droga dell'epoca: Nicola Milano (SISTI-GOMEZ 1997,8).

1965 lascia MI per lavorare in 2 banche palermitane fino al 1973 (TRAVAGLIO 2004); nel '66 si sposta (ufficialmente) a Roma come direttore del Centro Sportivo Ellis (SISTI-GOMEZ 1997,23).

BS sposa Carla Elvira Dall'Oglio (per i dettagli v. GUARINO 1996)

1967: nasce la secondogenita Cinzia. Prima segnalazione della Questura su VM come soggetto pericoloso.

1968

In 5 anni [prima del trasferimento a Milano ndr] colleziona lunga serie di denunce, tre arresti. Procedimenti penali per truffa, assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione. Più volte condannato (SISTI-GOMEZ 1997,7).

1968, 28 aprile: dopo la primogenita Marina, nasce Piersilvio. BS compra 712 mq di terreno a Segrate per 3 mld.; seguirà poi l'edificazione di Milano2 (v. dettagli in RUGGERI 1994) --Alla fine degli anni '60 gli spalloni portano al sicuro in Svizzera "il denaro della ricca borghesia terrorizzata dai sequestri (ci provano anche col padre di Berlusconi) ... Il Cavaliere va da Rasini e gli chiede di appoggiarlo su quei suoi amici, clienti o meno della banca che hanno portato fuori tanti soldi ... BS non ha mai voluto rivelare i nomi di chi lo ha finanziato... In tempi diversi tutti sono stati liquidati da BS con piena soddisfazione". E' Luigi, padre di BS, che dirige la Banca Rasini, che finanzia le prime imprese edilizie di BS (MADRON 1994) e che avrà rapporti costanti con la Fininvest (CAPA PRESS TV 2003).

1969 Durante la detenzione all'Ucciardone conosce Gaspare Mutolo, uomo d'onore famiglia Partanna-Mondello per il cui tramite entra in contatto con l'allora capo del rione S.Maria del Gesù Stefano Bontate. Il Bontate è amico di VM, come lo sono Mimmo Teresi e Gaetano Cinà, cugino di quest'ultimo (dichiaraz. del pentito Cancemi, cfr. Sisti-Gomez 1997, 53). Cinà diventerà socio di Salvatore Sbeglia, prestanome dell'alleato di Riina Raffaele Ganci, e sarà accusato (difeso dall'avv. Francesco Musotto deputato nel '94 di Forza Italia) di aver procurato il telecomando per l'attentato a Falcone (v. SISTI-GOMEZ 1997,17). Cinà boss del quartiere Malaspina è uomo chiave nei rapporti mafia-Fininvest sia nella fase Bontate-Teresi sia nella fase corleonese Riina-Provenzano. (TRAVAGLIO 2004)

"Cinà era il padre di uno dei tanti ragazzi che imparavano il calcio nella scuola in cui ero istruttore. Mangano assisteva alle partite. Veniva da noi talvolta da solo talvolta con Cinà del quale era amico.... VM era una specie di tifoso. Commerciava cavalli." (dichiaraz. MU al "Corriere della Sera" 21 marzo 1994). MU dichiarerà di non aver mai sospettato che Cinà fosse vicino ad ambienti di mafia: "Cinà lo frequento ancor oggi e sono legato a lui da grande amicizia" (DELL'UTRI 1996). Fu comunque l'amico Cinà a presentargli VM (TRAVAGLIO 2004)

fine anni '60 VM compie estorsioni a carico di alcune cliniche palermitane. Fra il 75 e l'80 Borsellino istruisce un procedimento su tali attività criminali e inquadra VM nella famiglia di Porta Nuova: "VM fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come 'uomo d'onore' appartenente a Cosa nostra" (BORSELLINO 1992, 47).



Sono gli anni in cui si costruiscono le fondamenta del gruppo Fininvest e si lavora in un clima di grande entusiasmo..."(Focus 2001,36). --Cosa nostra si trasforma in impresa, vale a dire in organizzazione che sa gestire una massa enorme di capitali (tratti dal quasi-monopolio nel traffico di stupefacenti) dirigendoli in parte verso l'estero e cercandone uno sbocco tramite finanzieri che si occupavano di questo movimento di valuta (BORSELLINO 1992, 50).

primi anni '70 MU è impiegato alla Sicilcassa di PA dal 1970 al 1974 (GUARINO 2001,80) - Secondo fonte semi-ufficiale di BS (Focus 2001,36) gli anni sono stati tre, dal 70 al 72 inclusi. -- Come impiegato presso l'agenzia di Belmonte Mezzagno (PA) conosce VM (fonogramma dei Carabinieri di Arcore ai CC di Palermo 27/12/74). --Invece MU dice di aver conosciuto VM presso la Bacigalupo all'Arenella (PA) (dichiaraz. MU al giudice Della Lucia)"

prima metà anni '70. La Banca Rasini (piazza dei Mercanti, MI) secondo Michele Sindona (dichiaraz. al giornalista Nick Tosches del New York Times, 1985) è usata -insieme al Banco di Sicilia - dalla mafia.

Stefano Bontate alla testa di Cosa nostra dal '71 al '75 con Luciano Liggio e Gaetano Badalamenti. La famiglia di Porta Nuova arriva ad avere fino a 200 uomini d'onore, cioè membri di Cosa nostra (BORSELLINO 1992, 47).

1972, 26 ottobre: fermato dalla Squadra mobile di Palermo su un'auto con Gioacchino Mafara trafficante di droga e indiziato mafioso (SISTI-GOMEZ 1997,8).



Vittorio Mangano

(anni 1973-1976)

Spunti sulla filosofia della storia dell'Italia (dagli anni '70)

BS=Silvio Berlusconi VM = Vittorio Mangano MU=Marcello dell'Utri

ASSUNZIONE AD ARCORE

PREMESSA: tenere presente che in una confidenza occasionale (colloquio con i periti medici 27.7.96) VM dichiara di essere ad Arcore - e comunque di essere pagato da BS - già dal '72, mentre in precedenza MU aveva dichiarato d'averlo chiamato ad Arcore nel 1975. "Nel 1975 ... chiamai Mangano. ... Mangano rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli. "(interv. MU al Corriere della Sera 21/3/94). Le datazioni tra parentesi sono quindi riferite ad ipotesi che traggo in base alla documentazione di cui alle referenze

(anni 72-73) Colpito dal suo curriculum, dall'intelligenza pronta, dall'eleganza e raffinatezza dei modi, Stefano Bontate spedisce VM a Milano come rappresentante degli interessi mafiosi per tenere i rapporti con gli industriali del Nord (VELTRI-TRAVAGLIO 200 1, 26). ---VM dice a Salvatore Cocuzza di essere andato a Milano nel 72-73 al seguito di Gaetano e Nino Grado e di Totuccio Contorno guardia del corpo di Bontate. VM compie a Milano varie estorsioni, anche ai danni di BS, il quale ultimo lo assunse attraverso Cinà "per garantirsi da ulteriori attentati" (confessione di Salvatore Cocuzza - successore di VM alla guida della famiglia di Porta Nuova - 23/10/96, cfr. SITI-GOMEZ 1997, 19-20).

"Ad Arcore avevo bisogno di uno stalliere, uno che si occupasse dei terreni e degli animali, dei cavalli. Chiesi a MU, che mi presentò VM: assumerlo fu una mia scelta, su una rosa di nomi che mi vennero prospettati. No, non feci indagini preventive su VM, perché mi diede l'idea di una persona a posto e competente" (dich. BS 1987). ---VM e Pippo Bono (correntisti della Banca Rasini) raccontano a Mutolo che BS era entrato in contatto con Cosa Nostra tramite Luigi Monti, il quale usava come guardaspalle i fratelli Alfredo e Pippo Bono e come consulente fiscale Michele Sindona (dich. Mutolo, cfr. SISTI-GOMEZ 1997,30).

(anni 73-74-75-ndr) Secondo il pentito Salvatore Cancemi, già amico di VM, quest'ultimo gli spiegò che nascondeva in villa ad Arcore anche latitanti, fra i quali i fratelli Grado, Giuseppe Contorno (soltanto omonimo di Totuccio) e Francesco Mafara (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37). Lì venivano ospitati tutti i latitanti della famiglia di Santa Maria del Gesù e forse di altre. A un certo punto però BS aveva interrotto questa consuetudine perché qualcuno di questi ospiti aveva trafugato dalla villa oggetti di valore. Ricordo che commentando queste vicende lo Zarcone diceva: 'Come al solito, ni facimmu canusciri e schifari'...". (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 3). ---L'avv. Gaetano Zarcone - intimo di Stefano Bontate e affiliato alla famiglia S.Maria del Gesù - confida al medico palermitano Gioacchino Pennino (affiliato a Cosa Nostra) che VM teneva i rapporti con BS visto che faceva fittizziamente il guardiano in una sua villa vicino a Monza" (dichiar. del pentito Pennino 10.11.94, cfr. SISIT-GOMEZ 1997, 54)

VM è spesso all'ippodromo S.Siro, ove si recava anche Alfredo Bono, della famiglia di S. Giuseppe Jato. (dichiaraz. Gasparre Mutolo 30/3/94). --VM "era una testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia. Era una delle persone, delle poche persone di Cosa Nostra in grado di gestire questi rapporti" (BORSELLINO 1992).

Il collocamento ad Arcore di VM fu deciso in un incontro a Milano tra BS, il boss Stefano Bontade, MU e lo stesso Di Carlo (il tutto si evince dalle dich. di Francesco Di Carlo -boss di Altofonte negli anni 1974-76, cfr. Procura PA-MU 1996)

VM

MU

BS e vita nazionale

1973 viene a trovarlo in via Perpignano, luogo d'incontro dei sensali di Palermo (secondo DELL'UTRI 1996 l'incontro ebbe luogo invece a casa di VM) l'amico comune Cinà, accompagnato da MU, per chiedergli di prendere servizio a villa Berlusconi: "io accettai e dopo un paio di settimane mi trasferii ad Arcore" (dich. VM ai giudici PA 26/6/96).

fine 1973 BS gli offre "l'opportunità di ritornare a Milano per lavorare con lui come suo assistente." (Focus 2001,36; TRAVAGLIO 2004). Più precisamente MU racconta che BS, in crociera per Lampedusa, lo invitò a lasciare la banca di Belmonte Mezzagno ed a seguirlo a MI, dove venne ufficialmente riassunto come suo assistente e dove faceva anche l'allenatore di una squadra di calcio berlusconiana (dich. MU ai giudici PA 26/6/96)

Affitta un appartamentino in centro (v. Ottoboni), ma non di rado pernotta da BS in via S. Giminiano 12 (SISTI-GOMEZ 1997, 25 n18)

Secondo la Procura di Palermo MU conosceva i trascorsi criminali di VM fin dal 1973: risulta infatti da un rapporto della stazione CC di Arcore che MU "ha lasciato un impiego in banca per seguire Berlusconi ed una volta qui ha chiamato Mangano, pur essendo perfettamente a conoscenza - è risultato dalle informazioni giunte dal Nucleo investigativo del gruppo di Palermo - del suo poco corretto passato" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 27-28).

1974 prima parte "tre o quattro anni dopo" il momento in cui lo aveva conosciuto VM riceve una telefonata da MU che gli propone di dirigere la azienda agricola e la società ippica di cui BS era titolare (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95).

1974, primavera (SISTI-GOMEZ 1997,7) VM, trasferitosi da Palermo a Milano, divide un piccolo appartamento con la suocera e il cognato, operaio all'Ansaldo (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 25). MU (per contestare le dichiarazioni del pentito Nino Giuffrè - v. Unità 21.01.03- dichiara che VM si è trasferito ad Arcore nel giugno 1974.

(primavera 1974-ndr) "Il Mangano si era sistemato con la sua famiglia ad Arcore" (dich. BS 1987) Racconta VM: "Quando arrivai, la villa (147 stanze) era ancora in fase di ristrutturazione ed era pertanto abitata solo dalla mia famiglia e da parte della servitù. Dopo qualche tempo arrivò il dottor Berlusconi" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 29-30).

VM "era una testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia. Era una delle persone, delle poche persone di Cosa Nostra in grado di gestire questi rapporti (BORSELLINO 1992).

inizio 1974 va a trovare VM a Palermo e - presente l'amico comune Cinà - gli propone di seguirlo ad Arcore (TRAVAGLIO 2004). BS gli chiede "di interessarsi anch'egli di trovare una persona adatta" per aver cura di terreni e cavalli ad Arcore; MU gli "aveva appunto presentato il signor VM come persona da lui conosciuta [a Palermo]". (BS 1987).

Poi anche MU trova alloggio nella villa di Arcore: "(MU) che abitava nella villa di Berlusconi, mi veniva a trovare spesso nelle scuderie e a poco a poco gli ho insegnato a montare." (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95).

MU, interrogato circa la presenza di latitanti ad Arcore, dichiara che " in quel periodo trascorrevo molto tempo in villa, visto che BS mi aveva incaricato di seguirne la ristrutturazione. VM a volte mi presentava delle persone dicendo che erano dei suoi amici, ma non mi faceva nessun nome. Non si fanno mai nomi quando si presenta una persona nel modo di Mangano... Effettivamente nel 1974, quando VM stava già ad Arcore, furono rubati quadri ed altri oggetti. L'episodio venne regolarmente denunciato"(VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38).

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1974 seconda parte VM ad Arcore dall'estate 74 per 2 anni (TRAVAGLIO 2004). Dichiara di essersi effettivamente occupato di cavalli, come responsabile della "società ippica di cui Berlusconi era titolare" (dich. VM 1995 alla Procura PA, cfr. GUARINO 2001,224n52).

1974 VM fa copia fissa con Francesco Mafara, già contrabbandiere di sigarette. "Prima del '75" Totò Cancemi ebbe occasione di incontrarli entrambi in un bar a Palermo e di apprendere da VM che Mafara frequentava la villa di Arcore (dich. Totò Cancemi cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 68), nella quale. VM nascondeva anche latitanti, fra i quali i fratelli Grado, Giuseppe Contorno (soltanto omonimo di Totuccio) e Francesco Mafara stesso (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37).

-Falcone, negli anni immediatamente precedenti il maxiprocesso, aveva istruito un "procedimento Spatola" nel quale risultava (da contatti telefonici) che VM risiedeva abitualmente a Milano dove costituiva un terminale del traffico di droga che conducevano le famiglie palermitane. VM fu condannato al dibattimento del maxiprocesso per traffico di droga (BORSELLINO 1992, 47). Secondo il pentito Pennino VM agiva per conto diPpippo Calò, anche se alcuni mafiosi lo ritenevano - sbagliando - uomo di Stefano Bontate (dich. 5.5.95, in GOMEZ-SISTI 1997, 62).

1974, 7 dicembre (notte di S.Ambrogio) Dopo una cena ad Arcore con BS, MU, Confalonieri, viene rapito l'ultrasettantenne Luigi D'Angerio (primo sequestro di persona in Brianza). Il sequestro fallisce a Monza per un incidente di macchina dei rapitori, che consente al D'Angerio di allontanarsi. Interrogato dal sost. procuratore di Monza Giusepe La Mattina, dichiara che alla cena era presente "un altro giovanotto che faceva il fattore". Risulta che l'unico che sapesse con anticipo dell'identità degli invitati alla cena era MU. (SISTI-GOMEZ 1997,36-39)1975 Per TRAVAGLIO (2001, 32-35) sussistono 5 versioni del rapimento. Alcune spostano la data di UN ANNO. Non risulta alcuna incriminazione a carico di VM (FIORI 1995). Le versioni nebbia 74 e nebbia 75 possono coincidere con la testimonianza 1996 del pentito Salvatore Cucuzza, il quale indica come menti del sequestro Nino e Gaetano Grado, amici di VM e legati al clan Teresi-Bontate, assieme a Totuccio Contorno (guardaspalle di Bontate e poi secondo grande pentito di mafia) e al boss Pietro Vernengo . L'obiettivo era Luigi Berlusconi il padre di BS e direttore generale della banca Rasini. VM doveva fare il basista. Contorno, che guidava l'auto, a causa della nebbia andò a sbattere. "Il padre di BS non venne rapito, ma fu sequestrato un altro ospite" (il D'Angerio), che riuscì a fuggire dopo pochi minuti, proprio grazie all'improvviso incidente. (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 36).

1974, 10 dicembre: Berlusconi ricostruisce il rapimento del 7 dicembre '74 di fronte al sost. procuratore di Monza. Dichiara che per raggiungere Monza aveva usato "l'auto del fattore" ma NON nomina VM. --Viene trovata a pochi metri dal luogo dell'incidente dei rapitori D'Angerio la patente di Pietro Vernengo, mafioso della famiglia S.Maria del Gesù (nell'82 alleato col vincente Riina - nel '92 il giovane figlio Jacopo Vernengo sarà uno dei partecipanti alla strage Borsellino): durante una successiva perquisizione presso la casa del suocero (Giorgio Aglieri) viene trovato presente ed identificato Pino MANDALARI, massone, commercialista di Toto Riina e amministratore della Agrosicula spa coinvolta nel flusso droga e denaro di Cosa Nostra verso il Nord. e sostenitore di Forza Italia nelle elezioni del marzo '94. La Cassazione confermerà la responsabilità di Vernengo nel rapimento che - secondo il pentito Salvatore Cocuzza (dichiaraz. 23/10/96) era stato ideato da Vernengo con i fratelli Grado e Contorno, utilizzando VM come basista. L'obiettivo del rapimento doveva però essere il padre di BS, Luigi. (SISTI-GOMEZ 1997, 44-49). Secondo Cocuzza BS scagionò VM, ma "avendone intuito il suo ruolo reale ne pretese l'allontanamento" (SISTI-GOMEZ 1997, 51 n.23) .

1974, 27 dicembre : i CC si accorgono che nella villa di Arcore c'è VM, e ne attuano il primo arresto sotto gli occhi della moglie e delle due figlie, in esecuzione di mandato di cattura per truffa - condanna a 10 mesi e 15 gg. - emesso dal pretore di S. Caterina Villermosa (CL). Nella agendina di VM compare il riferimento al "dottor Dell'Utri". Da questa data BS sa quindi che ha in casa un pregiudicato.

"Effettivamente nel 1974, quando VM stava già ad Arcore, furono rubati quadri ed altri oggetti. L'episodio venne regolarmente denunciato" (dich. MU cfr. VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38)

1974, 16 settembre: atto fondativo della San Martino spa (Roma): MU ne assume la carica di amministratore unico, funzione che ricopre anche nell'altra società berlusconiana, la Immobiliare Romano Paltano spa (Ciriè) (GUARINO 2001, 223n51); BS dichiarerà che "non gli risulta" che MU avesse esperienze e capacità di amministratore" [testimonianza di BS al g.i. Giorgio Della Lucia 26 giugno 1987].

Collocato al 7 dicembre 1974 dal PM Ingroia (processo di Palermo per contiguità mafiosa, 5 aprile 2004), il tentato rapimento D'Angerio è variamente descritto - in 5 versioni che qui sintetizzo:

1) versione nebbia 75: Dopo una cena in villa D'Angerio fu sequestrato, nella notte di S. Ambrogio, ma la nebbia favorì il sequestrato: l'auto dei rapitori andò a sbattere e D'Angerio riuscì a fuggire. "Le indagini lanciarono sospetti su Mangano, svelarono che non aveva un passato immacolato. Fu allontanato..." (interv. MU al Corriere della Sera 21/3/94, l'episodio è collocato nel '75, ma VELTRI-TRAVAGLIO (2001, 33) rilevano una contraddizione: MU prima parla di due anni tranquilli di servizio di VM ad Arcore a partire dal 1975, mentre qui fa presumere una permanenza per il solo 1975 bruscamente interrotta)

(2) versione casuale pattuglia: "Poco tempo dopo l'assunzione di VM", dopo un pranzo in villa, D'Angerio, uno degli invitati, venne fatto oggetto di sequestro di persona, "casualmente sventato dall'arrivo di una pattuglia dei CC. ... Seguirono delle indagini. Ed emerse che VM era pregiudicato... " (BS 1987).

3) versione rapimento Pier Silvio 73 (interv. BS al Corriere della Sera 20/3/94). "Rapporti con la mafia ne ho avuti una volta sola, quando tentarono di rapire mio figlio Pier Silvio, che allora aveva cinque anni (essendo nato il 28 aprile 1968, siamo dunque nel 1973-ndr). Portammo la mia famiglia in Spagna e lì vissero molti mesi". (Prima dunque dell'acquisto villa e della venuta ad Arcore di VM-ndr). Quest'ultimo "Lo licenziammo non appena scoprimmo che si stava adoperando per organizzare il rapimento di un mio ospite, il principe di Sant'Agata (Luigi D'Angerio-ndr). E poco dopo venne scoperto anche il tentativo di rapire mio figlio." (otto anni prima BS non aveva parlato di licenziamento ma di allontanamento spontaneo di VM oppure di un suo arresto da parte dei CC: v. BS 1986).

(4) versione intervento Mangano di sicurezza (1974?) Secondo un'altra testimonianza (FRACASSI-GAMBINO 1994,21), all'epoca del tentato rapimento D'Angerio VM non era ancora ad Arcore. BS, chiamò a sovrintendere alle misure di sicurezza il maresciallo in pensione Nino Quartarone (che aveva lavorato insieme al questore Allegra al tempo del commissario Calabresi). Qualche settimana dopo arrivò VM, presentato da MU su segnalazione di Gaetano Cinà, boss del clan Mimmo Teresi-Stefano Bontade. Il nuovo arrivo tranquillizzò BS, tanto che, di lì a poco, fece rientrare moglie, figli e governante dalla Svizzera (dove BS li aveva fatti spedire di fretta, accompagnati dell'amico e collaboratore Romano Comincioli, dopo il tentato sequestro D'Angerio). Riflette tale testimonianza anche la dichiarazione a verbale di Filippo Alberto Rapisarda (dich.al sost. procuratore Della Lucia, maggio 1987) al quale MU avrebbe dichiarato di conoscere Cinà, Bontade, Teresi e Filippo Marchese perché s'era dovuto interessare per mediare tra coloro che avevano fatto minacce ed estorsioni a BS e BS stesso. "A seguito di queste minacce BS aveva fatto andare all'estero moglie e figli. E mi disse [MU -ndr] che la sua attività di mediazione era servita a ridurre le pretese dei mafiosi."

(5) versione nebbia 74 (GOMEZ-SISTI 1997). Il tentato rapimento risalirebbe alla notte di S.Ambrogio 1974.VM era già da tempo alloggiato in villa. Quella sera probabilmente era a cena con BS, MU, Fedele Confalonieri e con il D'Angerio. Le indagini non dettero esito, non si arrivò nemmeno a definire il numero dei commensali, BS "dimenticò" di indicare la presenza di VM e dichiarò di non aver sospettato, allora, chi veramente si era messo in casa.(VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 35).

Una conferma della versione "intervento Mangano di sicurezza" (conferma smentita da BS e da MU) viene dal pentito - boss di Altofonte 1974-76 - Francesco Di Carlo che conosceva da anni Cinà (Procura PA-MU 1996): il collocamento ad Arcore di VM fu deciso in un incontro a Milano tra BS, il boss Stefano Bontade, MU e lo stesso Di Carlo: "...Al BS Bontade replicò che non avrebbe avuto più nulla da temere, che già c'era vicino a lui MU e che - comunque - gli avrebbe mandato qualcuno dei suoi in modo da non fargli più aver alcun problema con i 'siciliani' ... Successivamente Gaetano Cinà mi disse che era stato inviato presso il BS VM, allora appartenente al mandamento di Stefano Bontade, e che per qualsiasi contatto con lo stesso BS si sarebbe dovuti passare attraverso VM.". Solo che l'insediamento di VM ad Arcore viene collocato nel 1974: "Poche settimane dopo essersi insediato nella villa di Arcore insieme a BS e al boss VM, il palermitano MU si recò a Roma. E in data 16 settembre 1974 presenziò all'atto fondativo della società Immobiliare San Martino spa, della quale venne nominato amministratore unico. ... BS sminuirà (BS 1987) il ruolo societario di MU: "[Svolgeva per me] esclusivamente attività di segretario personale e di assistente a tutto quello che atteneva Arcore. Non mi risulta che MU avesse esperienza e capacità [di amministratore]". (GUARINO 2001, 53-54).

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CONDIZIONI della PERMANENZA ad ARCORE

"...mi diede l'impressione di una persona a posto e competente" (dich. BS 1987).

" Mangano rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli." (dichiaraz. di MU al Corriere della Sera 21/3/94 in FRACASSI-GAMBINO 1994,20).

VM si trasferisce con la moglie e la figlia piccola negli alloggi un tempo riservati alla servitù, a destra della villa. Si occupava dei cavalli. Fra tutti i dipendenti della villa era l'unico a cui BS desse del lei (FRACASSI-GAMBINO 1994,20). "Ero totalmente libero nel mio lavoro perché sia Berlusconi che Dell'Utri non s'intendevano di cavalli" (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95). "Vedevo Berlusconi ogni giorno e avevo con lui gli ordinari rapporti tra titolare e impiegato" (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95). Il comportamento di VM è rassicurante per l'ambiente della villa: egli si aggira per il parco con "sei mastini napoletani al guinzaglio" (SISTI-GOMEZ 1997). "Guadagnavo 500 mila lire, che poi divennero addirittura un milione, in un periodo in cui la paga di un magistrato era 100 mila lire". [I periti legali Pietro di Pasquale e Francesco Traina - che compilano un referto dopo un colloquio con VM del 27.7.96, dichiarano che VM riferiva i suoi guadagni al 1972]. I figli di BS diventano amici stretti delle figlie di VM. "Quasi sempre" Pier Silvio (familiarmente chiamato "Dudu" da VM) viene accompagnato da VM all'asilo (fino a metà '74, dato che per questione di età il bambino doveva passare in I elementare a settembre '74-ndr) , e Marina - con la compagna di classe Loredana - alle elementari (dich. VM ai giudici di PA 26/6/96, cfr. VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 26-27).

Secondo il collaboratore di giustizia, già esponente politico-mafioso, Gioacchino Pennino "Gaetano Zarcone (avvocato amico di Bontate) mi spiegò che VM teneva i rapporti con BS, visto che faceva fittiziamente il guardiano in una sua villa vicino a Monza. Lì venivano ospitati tutti i latitanti della famiglia di Santa Maria del Gesù e forse di altre. A un certo punto però BS aveva interrotto questa consuetudine perché qualcuno di questi ospiti aveva trafugato dalla villa oggetti di valore. Ricordo che commentando queste vicende lo Zarcone diceva'Come al solito, nífacimmu canusciri e schifari' ' .. " ' (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37). MU, interrogato, conferma il viavai "perché in quel periodo trascorrevo molto tempo in villa, visto che BS mi aveva incaricato di seguirne la ristrutturazione. VM a volte mi presentava delle persone dicendo che erano dei suoi amici, ma non mi faceva nessun nome. Non si fanno mai nomi quando si presenta una persona nel modo di Mangano" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38).

1975 prima parte nasce la terzogenita di VM cui viene dato il nome di Marina in omaggio alla figlia di BS.

1975, gennaio 22: dopo tre settimane di reclusione, torna in villa, e vi rimane per un mese (GOMEZ-SISTI 1997,51). Nei primi mesi dello stesso anno -secondo una nuova dichiarazione MU al "Corriere della Sera" 21 marzo 1994 (che però contraddice la dichiarazione MU riportata da Veltri-Travaglio che indica VM presente ad Arcore nel 74) - VM viene chiamato ad Arcore: "Me ne ricordai nel 1975. BS mi aveva incaricato di cercare una persona esperta di conduzione agricola. Così chiamai Mangano. Rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli." (dichiaraz. di MU il tutto in FRACASSI-GAMBINO 1994,20).





1975: attentato alle sede delle società berlusconiane in via Rovani a MI (processo di Palermo per contiguità mafiosa, PM Ingroia 5 aprile 2004)

1975, gennaio: una lettera anonima a BS minaccia il rapimento del figlio Piersilvio. IL fatto non fu denunciaato (dich. MU alla Porcura PA v. SISTI-GOMEZ 1997, 56)

Nino Grado (famiglia S. Maria del Gesù - con il fratello era coinvolto nel traffico eroina di Cosa Nostra (cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 60)) aveva predisposto pedinamenti su BS in vista di un rapimento, ma Gaetano Findanzati e Giuseppe BONO - il quale faceva parte del triumvirato di Cosa Nostra e "garantiva per Berlusconi" - intervennero con un "BS è persona intoccabile" (dich. Mutolo cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 55).

1975, maggio 18: prima bomba contro la sede Fininvest di via Rovani a MI (nell'87, all'epoca del secondo attentato, BS e MU si dicono convinti che la mano sia quella di VM (TRAVAGLIO 2004)

1975, seconda parte attorno alla metà del 75 VM decide di allontanarsi spontaneamente da Arcore (GOMEZ-SISTI 1997, 51) "per ragioni di sensibilità": "Un giornale locale pubblicò un articolo nel quale venivo descritto come un soggetto pericoloso collegato con ambienti di mafia. Mi preoccupai molto, soprattutto per l'immagine del dottor BS, che rischiava di uscirne offuscata. Ne parlai quindi con il dottor Dell'Utri, che mi fissò un appuntamento col dottor Confalonieri. Nel colloquio con lui io gli espressi la mia intenzione di lasciare la villa per lo stato di disagio che si era creato. Confalonieri mi lasciò libero di decidere e non mi chiese di andarmene." (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 36-37). In un'intervista trasmessa da una rete francese nel 2003 Confalonieri sostiene di "avere llicenziato" VM. (Capa Press Tv, 2003)

1975, dicembre 1, secondo arresto di VM, per detenzione coltello e pregressa condanna per ricettazione, ad opera squadra mobile MI (TRAVAGLIO 2004)

dicembre 6: VM scarcerato dopo la breve detenzione elegge domicilio in Arcore, via Villa San Martino 42 (TRAVAGLIO 2004). MU non sa spiegare ai giudici questa circostanza: "Mangano continuò comunque a frequentare Arcore e più precisamente la scuderia, dove teneva a pensione il suo cavallo, di nome Epoca" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37).

Fra il 75 e l'80 Borsellino istruisce un procedimento su VM per estorsioni fatte a carico di alcune cliniche palermitane, e lo inquadra nella famiglia di Porta Nuova : "VM fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come 'uomo d'onore' appartenente a Cosa nostra"(BORSELLINO 1992, 47).

(fra il '75 e il 77) MU emette qualche centinaio di milioni di lire in assegni su cc BCI 8800545 a favore dei fratelli Pietro e Girolamo Teresi (dichiaraz. del commercialista Pietro Di Miceli a Falcone ( GOMEZ-SISTI 1997, 58). Secondo F.A. Rapisarda MU fece da mediatore tra BS e la mafia per ridurre le pretese di quest'ultima ( GOMEZ-SISTI 1997, 58)

Per interessamento di Bontade, MU viene assunto presso azienda del Rapisarda trasferitosi a Milano (processo di Palermo per contiguità mafiosa, PM Ingroia, 5 aprile 2004)

Allontanamento da Arcore

VM venne licenziato col consenso di Cosa Nostra, perché aveva finto un furto di quadri per potersi adoperare poi per ritrovarli, allo scopo di accrescere la propria credibilità agli occhi di BS (dich. pentito Antonino Galliano, del clan della Noce, impiegato di banca cfr GOMEZ-SISTI 1997).

"Non ricordo come il rapporto lavorativo del VM cessò, se cioè per prelevamento delle forze dell'ordine o per suo spontaneo allontanamento. Ricordo comunque che, dopo qualche tempo, VM fu incarcerato" (BS 1987, ma in un'intervista del 1/9/94 parla di licenziamento).

Anche il pentito Antonino Galliano, del clan della Noce, impiegato di banca, conferma: "VM venne licenziato col consenso di Cosa Nostra, perché aveva finto un furto di quadri per potersi adoperare poi per ritrovarli, allo scopo di accrescere la propria credibilità agli occhi di BS..." (GOMEZ-SISTI 1997). (Ma il furto quadri è collocato da MJU nel '74 -ndr)

1976 generale

Anche dopo il 1975 (allontanamento di VM dalla villa di Arcore), telefonate registrate mostrano lo stretto contatto di VM con MU e - secondo la Procura Palermo - con il boss Bontade (PROCURA PA-MU 1996). 1976 = data presumibile in base a dichiaraz. MU secondo il quale VM "rimase ad Arcore due anni" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32). Il pentito Salvatore Cucuzza (successore di VM alla guida del clan Porta Nuova) dichiara che BS si rivolse a Cinà per trattare direttamente con Bontate e Teresi e "raggiunse con loro un accordo per il versamento di una tangente di 50 milioni l'anno. La stessa cifra che veniva prima versata a VM. Si deduce da dichiarazioni concordi BS e MU che VM fu messo da parte dopo vari tentativi di sequestro di persona avvenuti alla villa (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32).

sicuramente nel 1976: Confalonieri-Fininvest a VM mandatogli da MU: "Se lei ci lascia Silvio ci rimane male", ma VM ha deciso di andarsene (TRAVAGLIO 2004)

(Dopo il periodo in villa da Berlusconi?) A Milano VM occupa una camera fissa all' hotel Duca di York, cene al Toulà (conosciuto ristorante della città), frequenta esponenti in vista del mondo finanziario milanese, il duo Monti-Virgilio. Tiene continui contatti telefonici con Alfredo Bono e Salvatore Inzerillo (due tra i massimi esponenti di Cosa Nostra): "Li mette al corrente delle novità, prende istruzioni per l'indomani."(FRACASSI-GAMBINO 1994,20)

1976 = data presumibile in base a dichiaraz. MU secondo il quale VM "rimase ad Arcore due anni" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32). Il pentito Salvatore Cucuzza (poi successore di VM alla guida del clan Porta Nuova) dichiara che BS si rivolse a Cinà per trattare direttamente con Bontate e Teresi e "raggiunse con loro un accordo per il versamento di una tangente di 50 milioni l'anno. La stessa cifra che veniva prima versata a VW. Si deduce da dichiarazioni concordi BS e MU che VM fu messo da parte dopo vari tentativi di sequestro di persona avvenuti alla villa (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32).



Elementi raccolti dal giudice Falcone: Gaetano Badalamenti controlla l'aeroparto di PA e il traffico di eroina con gli USA; nella società che è coinvolta nel traffico droga Nord-Sud ci sono i fratelli Vernengo e Giorgio Aglieri (SISTI-GOMEZ 1997, 66); in tale traffico i fratelli Grado fanno operazioni per 5 milioni di dollari a partita (SISTI-GOMEZ 1997, 65).



1976 VM secondo un rapporto Questura MI "lascia la villa nell'ottobre 1976" (TRAVAGLIO 2004)

1976 24 ottobre: siamo a MI, nel locale "Le colline pistoiesi" (frequentato anche da Gaetano Cinà v. GOMEZ-SISTI 1997,65) dove si festeggia il compleanno di Calderone. A fare gli onori di casa c'è VM, che presenta MU come "suo principale" ai fratelli Nino e Tanino Grado (dich. del pentito Antonino Calderone).

1976 MU - dopo aver dichiarato ai giudici di non aver più visto VM dopo il suo allontanamento da Arcore, di fronte alla contestazione dei giudici relativa all'episodio "Le colline pistoiesi" ammette che in tale ristorante, da lui abitualmente frequentato, ha pranzato "qualche volta" con VM: "Mi intimoriva, per questo non lo respingevo" (GOMEZ-SISTI 1997,65). MU (intervista a "Panorama" 12.12.96) dirà che "era naturale che potesse pranzare con VM "perché VM era un dipendente di BS" (GOMEZ-SISTI 1995, 65 n5).

MU liquidato da BS: "Non sei in grado di dirigere un'azienda"; si prende un "anno sabbatico", poi andrà a lavorare per F.A:Rapisarda (TRAVAGLIO 2004)

1976 secondo il pentito Nino Giuffrè (udienza al processo MU, v. Unità 21.01.03) Bontade, aveva bisogno di reinvestire il denaro del traffico di droga, ed ebbe incontri "fra il 1976 e il 1977" con BS



Vittorio Mangano (anni 1977-1980)

Spunti sulla filosofia della storia dell'Italia (dagli anni '70)

BS=Silvio Berlusconi VM = Vittorio Mangano MU=Marcello dell'Utri

BS con Indro Montanelli nel 1977

VM

MU e fratello Alberto

BS e avvenimenti nazionali

fine anni '70: VM si mette in proprio, sempre in contatto con MU. Camera al Gran Duca di York (di Milano). (Deaglio 2000?). Per un po' fa l'autista di Pippo Bono

VM confida a Giuseppe Mutolo (boss Partanna Mondello) che somme provenienti dai boss Pippo Calò, Salvatore Riina, Ugo Martello e Pippo Bono (di quest'ultimo fa per un po' l'autista) erano state investite a Milano da parte di MU, che veniva considerato persona seria, cioè affidabile per i fini della nostra organizzazione.. »[circostanze mrAg VM] (PROCURA PA-MU 1996,47).



1977: MU lascia BS - che a suo dire lo paga troppo poco - e va ad abitare insieme al fratello gemello Alberto in via Chiaravalle 7, sede della holding dei Rapisarda Inim, "società commerciale - insieme alla consorella Raca - gestita dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco provento di illeciti" (CRIMINALPOL 1981); soci occulti ne sarebbero Vito Ciancimino e il socio-amico Francesco Paolo Alamia. Le società di Rapisarda per cui i due lavorano, la Bresciano costruzioni diretta da MU, la Nuova Venchi Unica diretta da Alberto Dell'Utri, falliranno in modo fraudolento. Quando Rapisarda fugge a Parigi ha un passaporto intestato a MU. Alberto Dell'Utri, Rapisarda e Alamia finiranno in carcere, MU indagato a piede libero finché nell'80 verrà anch'egli assunto in Publitalia 80, come dirigente. Rapisarda dichiarerà che "MU mi era stato imposto da Cinà (facente capo a Bontate-Teresi-Marchese" e dunque "era difficilissimo potergli dire di no" e aggiunge che Stefano Bontate (boss dei boss negli anni '70) ha fornito a BS i miliardi per l'acquisto dei film americani. Sono 17 i pentiti palermitani che parlano di legami tra BS e la mafia. (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 39).

1977, primavera : MU a cena con Francesco di Carlo, Mimmo Teresi e altri (dich. del pentito Di Carlo, cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 66).

1977, novembre BS (che ha acquistato una quota de "Il Giornale" di Montanelli - PANSA 1977) incontra a MI Fanfani - per il tramite di Gian Paolo Cresci (iscritto P2)

1978, marzo: MU lavora come dirigente presso il gruppo societario Bresciano Costruzioni di Rapisarda, in quanto quest'ultimo gli offriva un ruolo di dirigente e una paga molto più alta. [testimonianza di BS al g.i. Giorgio Della Lucia 26 giugno 1987]. La testimonianza Rapisarda è che egli stesso fu costretto ad assumere MU in seguito a "sollecitazioni" del boss Gaetano Cinà, rappresentante del clan Stefano Bontate (GUARINO 2001, 223n49). La Bresciano Costruzioni e tutta la holding fallisce: MU va ad abitare nell'ufficio milanese di Rapisarda, fino al 1983 (TRAVAGLIO 2004).



1978 BS nominato cavaliere del lavoro; primi mesi (dich. BS davanti ai giudici di Milano): su invito di Licio Gelli - al quale viene presentato da Roberto Gervaso - si iscrive alla P2 loggia massonica segreta (la commissione parlamentare Anselmi definirà la P2 associazione a delinquere e presenta l'iscritto BS come colui che "trova appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio").
BS faceva risalire a fine 1980 la sua definitiva iscrizione alla P2, senza pagamento di quote. Ma la Corte non riconosce queste circostanze e gli contesta l'esistenza di un versamento P2 a suo nome in contanti di 100mila lire il 5 maggio 1978 (Corte d'Appello di Verona, 1990).

: BS cura l'introduzione ad una edizione dell'Utopia di Tommaso Moro: "Ancora universitario ... ho incominciato a sognare di costruire un giorno una città perfetta che si chiamasse così" (ediz.Neri Pozza 1978, in 500 copie numerate ad personam)

Costituzione holding >Olbia2 (specualzione ediliza) con partecipazione paritaria BS-Pippo Calò (Riina)- Flavio Carboni Logia P"Gelli) (TRAVAGLIO 2004)

Costituzione delle holding proprietarie del gruppo Fininvest `per mezzo di assegni circolari e di conto corrente"(Focus 2001, 47). Fatturato di Publitalia (il collettore di pubblicità per la Fininvest) il primo anno 12 mld, il secondo 76 il terzo 200. Nasce Telemilano. la tv via cavo di Milano2

1979 Secondo il pentito Pietro Cozzolino (che aveva conosciuto VM presso la cava di Franco Mafara a Palermo) il frutto del narcotraffico Sicilia-Usa su morfina base spettante al pentito stesso ed al fratello Riccardo - 70 miliardi - fu investito attraverso quest'ultimo affidandolo a VM e MU (PROCURA PA-MU 1996, 99-100; GOMEZ-SISTI 1997, 69-70).

Mentre erano in carcere, VM dichiara a Gaspare Mutolo che MU aveva investito somme provenienti da Pippo Calò, Savatore Rijna, Ugo Martello - forse lasciate da Stefano Bontate al momento della sua morte - (dich. Pennino cfr GOMEZ-SISTI 1997,70-71) dati tramite l'avv. Gaetano Zarcone a BS e MU per investimenti

1979 MU rompe per i successivi 7 anni con Rapisarda, per il quale è stato emesso mandato di cattura (bancarotta fraudolenta).

1979 primavera Luciano Liggio in concorso con Carmelo Commendatore esegue il rapimento per riscatto dell'industriale Lino Fava -trasportato con un camion della ditta di Commendatore "Centroflex" (ditta che utilizzava come commercialista Giacomo Riina, zio del Boss Totò Riina, e commercialista anche di Liggio). La "Centroflex" diventerà poi "Eminflex" e acquisirà anche la "Permaflex" precedentemente del piduista Licio Gelli. MU come responsabile Publitalia darà credito alla ditta che attraverso le reti Fininvest (testimonial i vip Mediaset Iva Zanicchi, Mike Buongiorno, Natalia Estrada, Claudio Lippi) farà massiccio uso di televendite (sulla famiglia Commendatore presente con attività economiche nell'Emilia Romagna cfr, Deaglio 2001 e CICONTE 1998). Il "re del materasso Emiflex", Giacomo Commendatore [nipote di Carmelo, cioè figlio del fratello di quest'ultimo - Francesco (assolto dal rapimento Fava per insufficienza di prove)] entrerà tramite partecipazioni nel 2003 in una società, la TvSET, che ha accettato il prezzo di vendita fissato dalla "Rai Way" in 3,5 milioni di Euro per l'acquisto di frequenze digitali TV (CICCOTTI 2003).

1979 estate: nella villa della famiglia mafiosa Spatola viene ospitato Michele Sindona durante il suo falso rapimento; nella stessa estate è ospite della villa anche il cantante Tony Renis (amico di BS che nel 2003 sarà veicolato alla direzione del festival di Sanremo) (Nando Dalla Chiesa in l'Unità 23.10.03)

1980 febbraio 5-15: indagati per associazione mafiosa dal giudice Della Lucia, VM e MU hanno i telefoni sotto controllo. Nelle cordiali telefonate si parla spesso dì traffici e affari. VM chiama MU dall'hotel Duca di York di via Moneta a MI: "Caro Marcello, ho un affare da proporti e ho anche il cavallo che fa per te ... I soldi fatteli dare dal tuo amico Silvio". MU: 'Ti dico che sono nei guai, ho bisogno di soldi per quel pazzo di mio fratello. E Silvio non sura (non scuce -ndr)".. VM chiede a MU se suo fratello Alberto si trovi sempre in carcere a Torino. MU conferma e i due fissano un appuntamento in albergo da Mangano per "sbrogliare" una situazione. (GOMEZ-SISTI 1997, 77; BORSELLINO 1992).

VM, messo al corrente nel '96 delle "paure" nei suoi confronti manifestate da MU (v. a fianco deposiz. del 26 giugno 1996) , dichiarerà ai giudici:"Sono amareggiato da queste affermazioni .... Se avesse avuto timore di me avrebbe dovuto dirmelo" (GOMEZ-SISTI 1997, 79-80).

1980, 6 maggio: VM è considerato dalla Polizia di MI "pericolosissimo pregiudicato, schedato mafioso coinvolto, interessato o cointeressato in imprese commerciali e finanziarie con vorticosi volumi d'affari tratto in arresto ad Arcore per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. (indagine sul clan Spatola-Gambino-Inzerillo). [Criminalpol 1981].

Interrogato sulle telefonate di VM del febbraio '80 dal pool di PA , MU dichiara che quest'ultimo "mi telefonava di tanto in tanto e io - data la sua personalità - non potevo non rispondergli"; ma non erano proposte fatte "a me che ero senza lavoro". ", MU sostiene che VM voleva vendere il "cavallo" a BS, e che gli chiedeva di fare da intermediario. "Avevo tono amichevole perché VM mi faceva paura, ero cosciente della sua pericolosità criminale" (deposizione del 26 giugno 1996, ma 5 giorni dopo, il 1 luglio 1996 MU dichiara in TV: "VM lo frequenterei ancora adesso.. .Se fosse fuori lo inviterei a gradire un caffè;" cfr.GOMEZ-SISTI 1997, 79-80).

Il fratello di MU, Alberto, amministratore delegato della Inim, (un'immobiliare milanese il cui presidente era Francesco Paolo Alamia, fedelissimo di Vito Ciancimino legato alla mafia corleonese) era all'epoca incarcerato per traffico di droga. Successivamente liberato, nel '94 era dirigente di Publitalia a Roma.

Nel 1980 BS dice a MU di ritornare, dopo la sua esperienza "negativa" col gruppo Rapisarda e gli affida "un incarico all'interno di Publitalia 80, la concessionaria i pubblicità del nostro gruppo" [BS 1987]

1980 Giancarlo Foscale, cugino di BS, fonda Publitalia (non potrebbe essere stato MU visto che fo al'83 era dipendente Rapisarda - TRAVAGLIO 2004)

1980 febbraio: "Nasce Canale 5 la prima rete televisiva privata nazionale cui si aggiungono Italia 1 nel 1982 e Rete 4 nel 1984"(da "Una storia Italiana", alleg. a Focus, marzo 2001, 46). Ma per la legge (confermata poi da sentenza della Corte Costituzionale 17 luglio 1981), solo la Rai ha il diritto di trasmettere su tutto il territorio nazionale (art. 215 Codice postale).

Cancemi (amico d'infanzia di VM) e Vincenzo Scarantino (implicato poi nell'assassinio Borsellino) dichiareranno di aver saputo da confidenze di Ignazio Pullarà (boss di S.Maria del Gesù, a MI dai primi anni '70) che Canale5 fu acquistato attraverso la mafia (GOMEZ-SISTI 1997, 73).

A partire da anni 80: VM, su cui Falcone indaga al maxiprocesso (per mafia e droga), passa dai legami con Salvatore Inzerillo e i collegati a Milano fratelli Findanzati, Giorgio Bono, Gerlando Alberti, Tommaso Buscetta e Ugo Martello detto Tanino, ai nuovi vincitori della guerra di mafia, i corleonesi di Riina. Fino a dopo il 92 (Capaci): Cinà, titolare a Palermo di una lavanderia e di un negozio di articoli sportivi - quest'ultimo insieme al socio Salvatore Sbeglia -, attraverso il gruppo BS versa periodicamente alla mafia grosse somme di denaro, secondo tutti i principali pentiti. Cinà nega ma Sbeglia secondo i giudici faceva da prestanome al fido di Riina Raffaele Ganci, accusato di aver fornito il telecomando per la strage Capaci 1992) (GOMEZ-SISTI 1997, VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 28-29).

Continua...................


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permalink | inviato da Moon81 il 30/7/2008 alle 0:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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