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Lo slang del futuro:«Voterà PdL!»

  

«Tu gli ricordi Mills, All Iberian, Previti, dell'utri, falso in bilancio, leggi ad personam, le pressioni sulla rai, e loro: "come fai a dire che è un mascalzone?" come faccio a dirlo? per lo stesso motivo per cui se incontro per la strada di notte un tizio sudaticcio on in mano un coltellaccio insanguinato la prima che penso non è: "Toh! un cuoco!».

Questa grande battuta di Daniele Luttazzi, unita al voto alle regionali di questi giorni ha portato me e il mio collega-autore del blog a coniare un nuovo slang linguistico, destinato a soppiantare gli oramai desueti «crede ancora a Babbo Natale» o «vive nelle favole».

Si tratta di «Voterà PdL!».

Quando parlate di qualcuno (o con qualcuno) che fa ragionamenti strambi e campati in aria, crede che la colpa di tutto sia degli altri, non si prende mai responsabilità, si inventa scuse assurde per svignarsela, «è evoluto come un bambino di 12 anni», pensa che Craxi sia onesto, che un miliardario abbia a cuore i problemi degli altri poveracci e crede che dei radicali sdraiati possano impedire la democrazia,etc. Ebbene, se state parlando di una persona che corrisponde a tutto ciò dovrete concludere la vostra descrizione con questo nuovo gergo: «Voterà PdL!».

Diffondiamo e rendiamolo di uso comune come oramai lo sono diventati (purtroppo) termini come «toghe rosse», «magistrati politicizzati» o idee come quella che «se non stai con Silvio sei comunista» .

Rivoluzioniamo la politica partendo dal linguaggio comune! Risvegliamo l'Italia!

Pubblicato il 30/3/2010 alle 23.3 nella rubrica Iniziative & Missioni.

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