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Tu quoque, Arcangelo Marino?



Nel luglio scorso le telefonate intercettate nell'indagine sulla “P3” nascondevano un alone di mistero: chi era Cesare? Chi si celava dietro questo nickname? Ricordiamo 
che Carboni lo spiegava ad Arcangelo Marino (due degli indagati e arrestati dell'inchiesta n.d.r.), mentre discutevano delle candidature in Campania: «Verdini (coordinatore nazionale Pdl n.d.r.) ci deve dare una mano insieme al Marcello (Dell'Utri, senatore e fondatore di Forza Italia, condannato recentemente a 7 per mafia n.d.r. ), il quale parla anche a nome del Cesare. Capito?[...]«Beh soddisfattissimo - esulta Carboni - credo che sia già arrivata nelle stanze di Cesare... I tribuni hanno già dato la notizia».

L'argomento di cui trattavano era la legittimazione del Lodo Alfano attraverso la decisione della Consulta che questa “P3” avrebbe dovuto controllare o almeno indirizzare. Ora si è scoperto che era Cesare, anche se molti lo avevano già intuito: era il premier Silvio Berlusconi. A svelarlo lo stesso Arcangelo Marino dopo 40 giorni di prigione. Incredibilmente” dopo essere stato iscritto alla P2, il Cavaliere si ritrova collegato anche a questa nuova un'associazione segreta. Un insieme di persone che secondo la magistratura avrebbero violato la Legge Anselmi . Gli arrestati per ora sono solo Carboni, Marino e Lombardi, mentre solo indagati sono gli onorevoli Verdini, Dell'Utri, Caliendo e Cosentino (tutti Pdl).

«La cosiddetta legge Anselmi e' la legge numero 17 del 25 gennaio 1982. Si tratta di 6 articoli contenenti "Norme di attuazione dell' articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento dell' associazione denominata Loggia P2».

Alle persone coinvolte nella loggia P2 fu «contestata la violazione degli articoli 1 e 2 della legge[...] Il primo afferma che si "considerano associazioni segrete e come tali vietate dall'articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all' interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale". L' articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: TRA L' ALTRO E' PREVISTA LA SOSPENSIONE DAL SERVIZIO».

Questo vuol dire che è giunto il momento della resa. Il momento in cui qualcuno la smetta di prenderci in giro  e incominci a vergognarsi.
Risvegliati Italia!

Pubblicato il 11/9/2010 alle 15.20 nella rubrica P2 Inside.

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