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Berlusconi e quel “bungabunga” anni Ottanta



La cosa che realmente meraviglia, perdonate il gioco di parole, è restare meravigliati. Le
389 pagine della Procura di Milano che riportano intercettazioni e interrogatori sul Caso Ruby sostanzialmente non ci svelano niente di nuovo in merito a certe abitudini sessuali del presidente del Consiglio. Oltre ai più recenti audio portati alla luce da Patrizia D’Addario, c’è una vecchia intercettazione, datata 31 dicembre 1986 in cui l’allora imprenditore Silvio Berlusconi parlava con il suo dipendente Marcello Dell’Utri di donne e dell’allora leader socialista e presidente del Consiglio Bettino Craxi:

«Berlusconi: Marcello, iniziamo male l’anno!
Dell’Utri: Perché male?
Berlusconi: Perché dovevano venire due [ragazze, nda] di “Drive In” che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell’Utri: Ah! Ma che te ne frega di “Drive In”?
Berlusconi: Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!
Dell’Utri: Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi: Senti, dice Fedele [Confalonieri, nda] che devi sacrificarti (…). Devi venire qui!
Dell’Utri: No, figurati!
Berlusconi: Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (…) Grazie, ciao Marcellino!
Dell’Utri: Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
Berlusconi: Anche a te e tua moglie, ciao.
(telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono della villa di Arcore – dove Berlusconi festeggia il Capodanno con Fedele Confalonieri e  Bettino Craxi - in un procedimento per bancarotta a carico di Marcello Dell’Utri. Milano, ore 20.52 del
31 dicembre 1986

Passati più di vent’anni notiamo in questo campo una certa coerenza del Cavaliere. Allora le ragazze arrivavano da Drive In, oggi da Colorado Cafè o altri programmi Tv. Un comportamento e un filo logico che sembra realmente avvalorare l’incredibile tesi del regista Erik Gandini e del suo Videocracy”:

«Certi tele-esperimenti risalgono a trent’anni fa, le casalinghe che si spogliavano per le tv private non ancora berlusconiane risalgono ad allora. Solo che in quegli anni la mia generazione di Colpo grosso rideva. I miei amici ed io mai avremmo pensato che ci sarebbe stata nostalgia per la “buona tv” di Drive In. Si usa spesso l’espressione la banalità del male, adesso in Italia è la malvagità del banale ad essere strumento di potere[...] Berlusconi di fatto ha modificato l’Italia a colpi di tette e di culi. Io credo che oggi, più che tra destra e sinistra, si stia creando una nuova forma di divisione: quella tra spettatori attivi e spettatori passivi. C’è una guerra in atto, con tutta una serie di nuove regole, tra alto e basso. Questa guerra si sta giocando sul terreno della comunicazione e, oggi come oggi, abbiamo tutti gli stessi mezzi per partecipare».

Il risultato è una generazione che vede in queste “cose televisive” le poche opportunità per ottenere un futuro dignitoso. Esperimento riuscito?

Pubblicato il 24/1/2011 alle 18.4 nella rubrica Diritto di Critica.

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