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"Gli Immaturi" e lo spot a "Che banca!"

Io non apprezzo i film cinepanettoni e affini per diversi motivi basilari che non sto neanche a spiegare. C'è però una cosa che è considerata normale e che mi infastidisce maggiormente: la pubblicità ( sempre meno) subliminale.
 Non è una cosa nuova, certo. Chi di voi non ricorda i vari Pozzetto o Celentano negli loro film anni 70/80 con in mano il pacchetto di sigarette Muratti mostrato quasi sfacciatamente a favor di telecamera.
Negli ultimi film ricordo i vari telefonini marchiati Tim mostrati quasi come in uno spot nei vari film natalizi di De Sica e co.
L'ultimo mi è arrivato all'orecchio grazie ad un amico che è andato al cinema a vedere “Gli Immaturi”. Una delle ultime produzioni Medusa, dove uno dei protagonisti, nel dare appuntamento ad un altro dice : «Ci troviamo davanti a “Che Banca”!». Oltre a pensare che un film girato in una grande città come Roma o Milano abbia ben altri luoghi più turistici dove far incontrare i suoi protagonisti, non riesco a togliermi dalla testa il collegamento tra Medusa e il gruppo Mediobanca: la famiglia Berlusconi.

Capisco solo ora il Ministro Bondi che si lamenta continuamente dei tanti soldi statali spesi per film a basso incasso. La “cultura” punta su certe produzioni che oltre lo scontato scopo di intrattenere, hanno quello intrinseco di venderti qualcosa senza insegnarti niente. Un sistema che  trasforma tutto ciò in un servizio utile solo alle casse dello Stato. Il problema è che non bisogna chiamarla più cultura. È solamente fatturato e bilancio.

Risvegliati Italia!

Pubblicato il 13/2/2011 alle 8.31 nella rubrica TV, Cinema & co..

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